Dubat nella Somalia italiana (1938)

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“Dona nobis pacem

Caratteristiche

Dubat, cioè “turbante bianco”, fu all’inizio solo un soprannome per queste guardie di confine somale, e tardi divenne, nel 1932, nome ufficiale del corpo.I Dubat furono istituiti nel 1924 dal governatore De Vecchi ed organizzati dal maggiore degli Alpini Camillo Bechis. Erano soldati irregolari, divisi in bande, cui era affidata la sorveglianza, spesso delicata e pericolosa, dello sterminato confine somalo. Stanziati sempre nei punti più “caldi”, soprattutto al confine con l’Etiopia, non avevano una vera divisa, né viveri né altri mezzi di sostentamento: dovevano procurarseli da soli, con il commercio o con altri sistemi, e per questo spesso avevano al seguito l’intero gruppo familiare e si stabilivano in villaggi di capanne presso il confine.I requisiti per essere arruolati erano l’appartenenza a una tribù (cabila) guerriera, un’età non inferiore a 18 anni e non superiore a 35, e il superamento di una prova di resistenza consistente nel coprire

in 10 ore un percorso campestre di 60 chilometri! Gran corridori, quindi, coraggiosi e conoscitori esperti dei luoghi, i dubat indossavano solo una stoffa bianca (futa) avvolta dalla vita in giù come una gonna, un’altra pezza di stoffa bianca a tracolla dalla spalla destra al fianco sinistro, un turbante bianco. Due cartuccere, una in vita l’altra a bandoliera, un fucile a moschetto (questo solo per i graduati) e il lungo e dritto pugnale somalo (billao) completavano il corredo. Oltre alle bande a piedi ( e spesso a piedi nudi), c’erano anche gruppi di dubat montati su dromedari ( i recub), l’animale che i somali allevavano in grandi mandrie per la carne, il latte, la pelle, ma in genere non per cavalcarlo. I primi reparti montati su dromedari vennero infatti in Somalia dalla penisola arabica; con adeguata istruzione si formarono poi i primi reparti cammellati eritrei e somali, ma non furono mai molto diffusi. Durante la guerra italo-etiopica (1934-36) e poi nella seconda guerra mondiale naturalmente le stoffe bianche della “divisa” furono spesso sostituite con altre di colore kaki, per non renderle troppo visibili al nemico. In entrambe le guerre il comportamento dei dubat fu eccellente, anzi furono proprio loro a sostenere contro l’Etiopia le azioni più pericolose ed a resistere in condizioni disperate, nel 2° conflitto mondiale, agli ordini del gen. Gazzera, nell’estrema difesa dell’impero

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